martedì 5 febbraio 2019

Arca Bianca - Potere e Morte


 Pubblico qui un articolo che pubblicai nel 2009 su un sito chiuso anni fa. Il nome del sito era: Nonostante Tutto.
 L'articolo esprime ciò che è un focus del dibattito odierno relativo alle influenze date dalle mediazioni di massa, soprattutto le mediazioni giornalistiche.
 Buona lettura.


L’Arca Bianca

Non c'è nulla che brami più la pace che il potere e non c'è nulla più del potere che possa garantire la pace, una pace morta.
Con la più silenziosa operazione, in nome di questa pace si compiono stillicidi di massa esattamente deconcentrati così come sono deconcentrati i centri del potere. Quel che prima, in tempi più immediati e sinceri, avveniva con un fatto di concentramento: le esecuzioni nette e visibili, ora avviene con un fatto spaiato e insincero. Si sono create galere a cielo aperto, che probabilmente condurranno i nuovi puniti in galere fisiche e reali, le carceri, se non moriranno o impazziranno prima. All'uomo non conformato, che non può impiegarsi in nulla poiché tutto è danno, viene imposta l'emarginazione: questa è la galera a cielo aperto, un condotto per la morte. Come uno scarico, questi uomini vengono defezionati da una forza d'inerzia micidiale, che non richiede alcun intervento del clamore poiché tutto si svolge nella prassi più normale, più assimilata. In questo consiste il nuovo terrore, il nuovo braccio dei codici globali. In questo consiste l'ordine mondiale, che è riuscito a plagiare la cognizione morale delle popolazioni occidentali (e non solo) con gli strumenti di comunicazione di massa regolati, dapprima, secondo atti sicuri e determinati, dal cosiddetto “cervello oscuro" o altrimenti detto "eminenza grigia". Ora è, ad agire, un nuovo tipo di cervello: un cervello di massa del tutto assorbito dalla logica sterminatrice pur quando questo cervello crede, e lo crede veramente, di agire per il bene comune. Mi riferisco agli addetti minori, agli operatori - giornalisti, pubblicisti eccetera - che operano nei mezzi di educazione di massa; essi, come quella donna integrata nella logica maschile, quella donna che smette la sua femminilità cominciando a disegnare linee ritte (per le bimbe, il segno grafico spontaneo sono linee curve a differenza dei bimbi, che tendono a linee ritte e slanciate: bimbe e bimbi esprimono, nei primi segni grafici, le linee del proprio sesso), essi, gli operatori dell'educazione di massa, operano del tutto inconsapevoli e del tutto efficienti. Come un'inerzia folle, così si è stabilizzato il potere della globalizzazione, dell'unico diritto, dell'unica cultura.
Persino - e questo è il punto - persino le culture diverse il potere globale le contempla nel suo organismo. Ma per tanto che celebri la diversità delle culture, questa celebrazione è uno svuotamento delle culture stesse; queste diventano parate folkloristiche, spettacolo, che non toccano affatto i sistemi fondamentali dell'unica cultura che ha radicato, vincente, la sua unica politica e la sua unica economia: il potere globale.
Ogni cultura non è un sistema di solo
usi e costumi, non mi stancherò di ripeterlo, ma consiste in un sistema di comportamento che include una sua organizzazione politica ed economica. Per capirci, con un esempio estremo ma per questo più facilmente comprensibile, può esistere una collettività di uomini che da bimbi fanno l'amore tra di loro e con i genitori (com'è il desiderio aberrato di ogni bimbo anche 'nostrano') e che non usano la carta moneta come scambio di compensazione alle loro fatiche, ma gli scambi si svolgono su un piano reale e non virtuale: scambi in natura, per esempio, per il tramite di foglie secche cui essi conferiscono un significato ancestrale determinante nella loro esistenza concreta. Ebbene, tutto ciò comporta una cultura.
Ora, la domanda è questa: quali culture tra quelle celebrate come "da difendere e preservare" possiedono tali fondamenti di concretezza? Nessuna. Quelle che ancora possiedono la loro disciplina, cioè quelle che a ragione si possono chiamare ancora cultura, verrebbero immediatamente imputate come perversioni e vi sarebbe un accanimento per sopprimere tali perversioni in nome, appunto, dell'unico diritto e dell'unica economia che vien chiamato ‘civiltà’.
Questa è una sostanza di bene civile molto bianco, un bene che somiglia alla colomba dell'Arca di Noé, che si ispira ad una comunanza universale tra gli uomini - una comunanza morale - che per mio sembra avere il suo orientamento ideale nell'unica dottrina che affratelli gli uomini secondo una comunanza morale universale, cioè il nazismo. Non a caso la colomba era buona e pura e il corvo, quel volatile che venne spedito dopo il diluvio universale, quando le acque si stavano abbassando, in cerca di terre emerse e che non tornò con alcun ramoscello, era nero e cattivo.
Qualcuno mi può raccontare la vita di quel corvo e quali i suoi pensieri sulla convivenza con altri esseri viventi durata quaranta giorni sull'arca? Se non tornò da Noè ci fu forse un motivo. Dove vive ora quel corvo?
Ebbene, le culture reali e millenarie, così come ogni uomo diverso, ora sono il corvo - e questo l'Arca non lo accetta. L’Arca Bianca nazista della globalizzazione non lo accetta.